Porta a porta: a San Felice un modello sbagliato

La maggioranza ha appena approvato il nuovo piano finanziario sul sistema di raccolta porta a porta. Purtroppo riserva spiacevoli sorprese per i cittadini di San Felice del Benaco.

Idee in Comune è favorevole al sistema di raccolta porta a porta, ma come abbiamo già detto, considera obsoleto il sistema voluto dal Sindaco Paolo Rosa e dall’Assessore Trenti. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti e con questo piano finanziario ne abbiamo avuto la conferma.

Il livello di raccolta differenziata nel 2016 è al 69%. Un dato che dimostra l’impegno dei cittadini di San Felice, ma anche l’inadeguatezza di questo modello nel periodo ad alta affluenza turistica. Vale la pena ricordare che la percentuale di raccolta differenziata ripulita del “verde”, che è notoriamente un elemento fuorviante, è pari al 59%. Percentuali, entrambe, deludenti per i costi e l’impegno messo in atto dai cittadini.

Deludente è anche la percentuale di materiale avviato al riciclo/riuso, che ripulita dal “verde”, è pari al 31%. Questo dato lo abbiamo calcolato noi di Idee in Comune perché non disponibile nemmeno in Comune, al quale ne  abbiamo fatto esplicita richiesta.

Ma perché è importante questa percentuale? Perché quando il rifiuto si trasforma in materia riciclabile o riutilizzabile diventa commercializzabile e quindi è possibile creare introiti utili a ridurre i costi a carico dei cittadini. Di questi possibili introiti non c’è traccia nel piano finanziario presentato.

Per continuare le delusioni basta guardare la percentuale di riduzione della quantità di rifiuti prodotti: un misero -2%. Un dato che probabilmente è in linea con la riduzione dei consumi nazionali. Non c’è da stupirsi, il sistema voluto dal Sindaco non è per nulla incentivante e nessuna azione di formazione e informazione è stata messa in campo dall’Assessore Trenti. Evidentemente a questa maggioranza non è chiaro che ridurre la quantità di rifiuti prodotti non è solo un bene per l’ambiente, ma significa anche minor quantità di rifiuti da conferire all’inceneritore di Brescia o alle varie discariche e quindi minori costi a carico dei cittadini.

Dobbiamo purtroppo continuare con le delusioni, questa volta legate ai costi. Se questo  fosse un modello virtuoso i costi, dopo un naturale incremento nel primo anno, dovrebbero ridursi, proprio per quanto abbiamo sopra descritto. Nel 2017 i costi complessivi aumenteranno del 7% rispetto all’anno precedente e saranno spalmati sui cittadini. Un aumento anche a fronte di una previsione di riduzione dei rifiuti e nessuna reale miglioria del servizio.

Sarebbe poi interessante capire quali azioni ha messo in campo questa amministrazione contro gli abbandoni dell’immondizia (al contrario di altri comuni che hanno agito sin da subito con buoni risultati) e per garantire un migliore decoro, lavorando sui tempi di ritiro dei rifiuti e dei cassonetti (provate a passare per la piazza di Cisano). Di tutto questo nel piano finanziario, tra l’altro pieno di macroscopici errori non riscontrati da nessuno dei membri della maggioranza, non c’è traccia.

Abbiamo chiesto all’Assessore Trenti, quali siano (e saranno) le azioni di contrasto all’abbandono dei rifiuti. La risposta è stata: Nessuna azione. Ci sarà (forse) un maggior controllo per la verifica della presenza di questi abbandoni (e ci mancherebbe lasciarli per strada). I furbetti ringraziano, i cittadini onesti che pagano la tassa sui rifiuti,  un po’ meno.

Come opposizione abbiamo responsabilmente sostenuto il passaggio al porta a porta, ma ci siamo sempre opposti a questo modello che non è adeguato, non è incentivante ed è iniquo. I cittadini virtuosi, infatti, pagano anche per chi non lo è, e non esiste nessuno spunto di incentivazione per migliorare la raccolta e ridurre la quantità dei rifiuti prodotti.

Dopo tutte queste delusioni non poteva mancare il colpo di grazia.

Durante il Consiglio Comunale il Sindaco ha candidamente affermato che questo modello di raccolta è stato imposto da Garda Uno. Noi non crediamo a questa versione perché il Gestore sta operando anche con modelli diversi, basti guardare a Gardone Riviera. Questa affermazione del Sindaco però ci preoccupa perché o questa maggioranza non ha le idee chiare e quindi si è affidata ciecamente al gestore, senza fare alcun tipo di valutazione oppure, se è vero che questo modello è stato “imposto”, significa che il Sindaco non ha le capacità per agire attivamente con enti ed istituzioni al fine di ottenere sempre il miglior risultato a favore dei cittadini. A voi le conclusioni. A noi spetta chiedere al Sindaco e all’Assessore Trenti chi tra i due si assumerà la responsabilità di questo ennesimo fallimento.

 

 

 

 

Rispondi